Business Central in cloud o on premise: come scegliere

Dynamics 365 Business Central 29 Settembre 2026 · Memento Team

Microsoft Dynamics 365 Business Central è disponibile in due modalità di fruizione: in cloud (SaaS), all’interno del public cloud Microsoft, oppure on premise, con l’installazione sulla propria infrastruttura. In entrambi i casi l’accesso al sistema avviene tramite web client, e il paradigma applicativo rimane lo stesso.

Confronto fra Business Central in cloud SaaS e on premise su aggiornamenti, infrastruttura, prestazioni, accesso al database, Copilot e continuità del servizio
Le due modalità di fruizione di Business Central a confronto: la base tecnologica è la stessa.

La scelta fra le due modalità è uno degli approfondimenti tipici della fase di analisi di un progetto, sia per le nuove implementazioni sia per le migrazioni da Dynamics NAV, e merita una valutazione dei rispettivi vantaggi e punti di attenzione.

I vantaggi della modalità SaaS

La modalità SaaS semplifica l’infrastruttura: non è necessario gestire server applicativi né database, e il dimensionamento dell’ambiente viene adeguato automaticamente da Microsoft sulla base di un monitoraggio proattivo delle performance. I costi di licenza utente comprendono l’infrastruttura, le licenze SQL e il canone di manutenzione, con un canone mensile per utente nominato.

Il sistema viene inoltre aggiornato automaticamente da Microsoft all’ultima release disponibile, con due aggiornamenti principali all’anno e miglioramenti mensili: il sistema evolve in modo continuo, senza richiedere periodici progetti di aggiornamento.

Alcune funzionalità avanzate che dipendono da servizi esterni, come le funzionalità di intelligenza artificiale Copilot, sono disponibili esclusivamente nella versione cloud. Non è infine necessario acquistare oggetti applicativi aggiuntivi in caso di personalizzazioni o di installazione di app, essendo questi compresi nei costi di licenza.

Microsoft garantisce contrattualmente una disponibilità del 99,9% sugli ambienti di produzione. I backup sono automatici e conservati per 28 giorni, con la possibilità di ripristinare l’ambiente a qualsiasi momento di quel periodo, e una copia georidondante resta nella stessa area geografica Azure, così che in caso di guasto di un’intera region i dati vengono ripristinati senza uscire da quell’area.

I punti di attenzione della modalità SaaS

Accanto ai vantaggi, la modalità SaaS comporta alcuni aspetti che vanno considerati con spirito critico in fase di valutazione.

  • L’aggiornamento automatico richiede che eventuali personalizzazioni non compatibili con la nuova release vengano adeguate entro i tempi previsti dal calendario di rilascio Microsoft, e comporta un investimento ricorrente in attività di test per verificare che gli aggiornamenti non impattino i processi core.
  • Non è possibile l’accesso diretto al database da parte di sistemi esterni, inclusi i sistemi di Business Intelligence: le integrazioni devono utilizzare le modalità supportate, come le API standard.
  • Lo spazio database incluso nella licenza è definito, considerando tutti gli ambienti, ed è ampliabile tramite pacchetti aggiuntivi a listino.
  • L’infrastruttura è condivisa nel public cloud: non è possibile riservare risorse hardware dedicate, e il partner non può intervenire direttamente sul dimensionamento oltre all’ottimizzazione delle logiche applicative.
  • Sono presenti limiti operativi non modificabili, ad esempio sul numero massimo di processi in esecuzione concorrente o di chiamate API in ingresso.

In caso di disservizio la gestione è di Microsoft: il partner non può intervenire sull’infrastruttura e può solo aprire una segnalazione al supporto Microsoft.

Il sistema non ha un indirizzo IP fisso, perché gira nel cloud Microsoft: i sistemi esterni che accettano connessioni solo da indirizzi autorizzati vanno configurati diversamente, rimuovendo il filtro sull’IP oppure passando da un proxy.

Non è possibile accedere direttamente al file system o a un server FTP, né utilizzare componenti .NET: gli scambi di file vanno ricondotti ad API, a servizi Azure come Azure Functions e Logic Apps oppure ad app dedicate, come descritto nell’articolo sulla connettività FTP in Business Central.

Nessuno di questi elementi è di per sé un ostacolo, ma vanno valutati rispetto al contesto specifico dell’azienda.

Le prestazioni

Nella modalità SaaS le risorse non si dimensionano a priori: Microsoft distribuisce il carico e adegua la capacità di calcolo in tempo reale. Secondo i dati di telemetria pubblicati da Microsoft, il 99,81% del tempo di elaborazione avviene su nodi con risorse ampiamente sufficienti e il 99,85% dei database non ha mai superato le soglie di sicurezza.

Non esiste un limite al numero di utenti, e le risorse di ciascun ambiente risiedono nella region Azure vicina al paese scelto, quindi ambienti diversi non competono fra loro. Esistono invece limiti operativi sulle integrazioni, come 6.000 chiamate ogni cinque minuti e cinque richieste contemporanee per utente, e cinque processi pianificati in esecuzione contemporanea per utente. Microsoft indica che le chiamate rallentate da questi limiti sono lo 0,32% del totale, e quando servono volumi maggiori il carico si distribuisce su più utenti o applicazioni.

Nella pratica le prestazioni di un ambiente cloud dipendono soprattutto da come sono realizzati personalizzazioni, estensioni, report e integrazioni, perché non è possibile compensare con hardware aggiuntivo. Nell’on premise la leva dell’hardware esiste, ma il suo dimensionamento e il suo costo restano in carico all’azienda.

Nella modalità SaaS il sistema si usa via web verso i datacenter Azure, quindi le prestazioni percepite dagli utenti dipendono anche dalla loro postazione: servono una connessione rapida e stabile, un browser e una versione di Office fra quelli supportati da Microsoft.

Quando considerare l’on premise

Nella nostra esperienza l’on premise si sceglie quando l’azienda dispone già delle competenze e dell’infrastruttura per gestirlo, oppure quando ci sono ragioni normative che lo richiedono.

L’installazione on premise rimane la scelta appropriata per le realtà con vincoli specifici: politiche interne o requisiti di compliance che richiedono il controllo diretto dell’infrastruttura, oppure esigenze tecnologiche particolari.

Dal 1° aprile 2025 i nuovi clienti possono acquistare Business Central on premise solo in abbonamento, mentre le licenze perpetue restano disponibili per chi le possiede già e mantiene attivo il piano di manutenzione. Microsoft indica il cloud come modalità consigliata.

In questo scenario l’azienda gestisce, direttamente o tramite il partner, i server applicativi, il web server per la pubblicazione del client di accesso e il database.

Questi componenti non devono trovarsi per forza in azienda: la stessa installazione può essere ospitata su macchine virtuali Azure, in modalità IaaS, con la gestione che resta comunque a carico dell’azienda o del partner.

Anche on premise il paradigma applicativo rimane quello moderno di Business Central: personalizzazioni come estensioni in linguaggio AL e compatibilità con la Universal Code Initiative, l’iniziativa Microsoft che uniforma le implementazioni cloud e on premise. Questo mantiene aperta la possibilità di un passaggio al cloud in un momento successivo, senza dover ripetere le attività di reingegnerizzazione.

Come orientarsi

Nella nostra esperienza la modalità SaaS rappresenta oggi la scelta di riferimento per la maggior parte delle aziende e delle implementazioni: semplifica l’infrastruttura, mantiene il sistema costantemente aggiornato e concentra i costi in un canone prevedibile.

La valutazione va però svolta caso per caso, analizzando integrazioni necessarie, requisiti di compliance e caratteristiche dei processi.

Se state valutando quale modalità sia più adatta alla vostra azienda, contattateci, oppure approfondite la guida completa alla migrazione da NAV a Business Central.

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